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Quando si decide di buttarsi nel mondo alberghiero, aprendo un ristorante o un hotel, una delle prime cose che bisogna ricordarsi di tenere in conto è ovviamente il budget per poter arredare il proprio locale: quali forniture alberghiere sono estremamente necessarie, per un ristorante, bar e via dicendo? Quali invece sono superflue? Ebbene, tutto dipende dalla tipologia di locale che volete avviare.
Se si decide di aprire un bar, ovviamente, dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche ed aver trovato il locale più adatto, altro passo essenziale sarà quello di arredarlo e attrezzarlo a dovere. Al di là dello stile che si intende dare al bar, infatti, bisogna essere certi di possedere tutte le attrezzature necessarie per poter affrontare al meglio l'avvio dell'attività, e servire sempre al meglio i propri clienti.
Ogni ristorante, bar, pasticceria o gelateria che si rispetti non può fare a meno delle componenti che seguono perché la propria attività proceda per il meglio. Anzitutto, sarà necessario un tavolo da lavoro completo di lavandino, di zone cottura e di superfici.

Il baratto, nell’economia, è uno scambio di beni e servizi fra due o più persone e nel diritto civile è disciplinato dall’art. 1552 c.c. denominato permuta. Nel nostro paese il baratto è perfettamente legale, sia quando avviene tra privati che tra aziende e quindi si può liberamente scambiare o barattare beni e servizi. È chiaro che il baratto, però, come qualsiasi transazione, è comunque soggetto alle leggi fiscali del nostro paese. Negli scambi fra due soggetti passivi d’imposta, ciascuna parte emette fattura per la cessione o la prestazione eseguita, infatti per il Fisco queste operazioni vanno fatturate singolarmente. Mentre le operazioni fra privati che non sono soggetti passivi d’imposta, le operazioni scambiate sono entrambe fuori dal campo di applicazione dell’IVA. Nel caso invece in cui una sola parte è soggetto passivo d’imposta, solo quest’ultima emetterà fattura.

A Gennaio 2013 UNI ha emesso la normativa UNI 11473-1 riguardante i requisiti dei servizi di posa in opera e manutenzione delle porte e finestre resistenti al fuoco e/o controllo della dispersione di fumo.
La norma descrive la necessità di utilizzare operatori con specifiche competenze per svolgere tali attività e definisce altresì le modalità per la formazione degli stessi.
Nonostante non sia presente una norma specifica riguardante le Porte Rei, nel sistema italiano, sono presenti una serie di decreti che prevedono la manutenzione delle stesse attraverso un controllo periodico.
Tale controllo deve essere effettuato con frequenza almeno semestrale, così come previsto dal D.M. 10 marzo 1998 allegato VI- 6.2” o in base anche al numero di cicli di manovra.
Molto importante a tal fine, è il controllo del manuale d’uso della Porta REI, che permette di valutare la cadenza dei controlli caso per caso.
Altresì, è obbligatorio dal Decreto Legge 3 Novembre 2004, per le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi C.P.I,  l’utilizzo sulle porte sulle vie di esodo di dispositivi marcati CE.
I dispositivi non muniti di Marcatura CE dovevano essere sostituiti con dispositivi Marcati CE entro il 18 Febbraio 2013, data già comprensiva della proroga di due anni prevista dal Decreto Legge del 6 Dicembre 2011.
Le difficoltà economiche e finanziarie a seguito della crisi, hanno determinato un incremento di vendite di attrezzature di lavoro “usate” , anche da parte dei privati, che devono anch’essi operare nel rispetto del D.Lgs 81/98 e della direttiva macchine ( Marcatura CE), se le attrezzature sono state immesse nel mercato dopo Settembre 1996.
Infatti, da tale data, i fabbricanti e i costruttori di attrezzature dovranno introdurre nella fase progettuale gli obblighi di sicurezza e attestarli attraverso la certificazione e la Marcatura CE.
Di conseguenza, nel momento dell’acquisto di una macchina usata Marcata CE, il venditore finale deve assicurare che la stessa rispetti i Requisiti Essenziali di Sicurezza e ciò può essere un semplice “passaggio” di documentazione. La dichiarazione di conformità originaria sarà quella a valore legale.
Lo staff di Progetto Usato si impegna, nel caso di smarrimento dei documenti originali, a richiedere la documentazione presso l’azienda costruttrice, ma solo ed esclusivamente per quelle che accettano tale procedura.

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